Digital marketing: trend da tenere d’occhio nel 2022

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Sommario

Introduzione

Il digital marketing è un settore in continua evoluzione, per adattarsi in maniera rapida ed efficace ai cambiamenti del web e del comportamento degli utenti.

La pandemia, negli ultimi due anni, ha favorito l’accelerazione di cambiamenti già in atto, mutando radicalmente le esigenze di aziende e utenti. È bene che le agenzie di digital marketing si informino circa i trend di digital marketing del 2022; in modo da essere aggiornati sulle nuove opportunità offerte dal digitale e di essere in grado di strutturare strategie di marketing in linea con i tempi.

Con l’inizio del nuovo anno abbiamo deciso di selezionare alcuni trend da tenere in considerazione per sviluppare una strategia di digital marketing efficace nel 2022. Naturalmente, la lista non si limiterebbe ai cinque temi che abbiamo selezionato, ma ci sembrano tra i più significativi e meritevoli di un approfondimento.

E-commerce e social commerce: il futuro degli acquisti?

Il boom dell’e-commerce

La pandemia ha trasformato radicalmente il mondo dello shopping, rendendo l’e-commerce protagonista del settore: a livello globale le vendite online nel 2021 sono aumentate quasi del 30% (Fonte: Emarketer), e le previsioni sui trend di digital marketing 2022 per il futuro indicano che questa percentuale è in costante crescita. L’e-commerce ha rappresentato un’ancora di salvezza per molte attività che altrimenti avrebbero rischiato la chiusura.

Le restrizioni, la paura del contagio, la comodità di ordinare da casa hanno portato a un boom dell’e-commerce: a gennaio 2021, ad esempio, il 79,7% degli italiani ha acquistato prodotti online (Fonte: We Are Social).

Ma non solo, le vendite online quest’anno hanno raggiunto un valore di 39,4 miliardi, ben il 20% in più rispetto al 2020. Inoltre, durante il 2021 sono tornati a crescere gli acquisti online di servizi, che hanno registrato una crescita del 36% rispetto al 2020 (Fonte: Inside Marketing).

Nonostante l’e-commerce fosse un settore in grande crescita già prima della pandemia, essa ha sicuramente contribuito ad accelerare il processo di migrazione verso l’e-commerce sia da parte delle aziende che da parte dei clienti.

È chiaro dunque che, nel 2022, investire nella realizzazione di un sito e-commerce può fare la differenza per un’azienda o un brand.

Il Covid ha sostanzialmente cambiato le abitudini e i comportamenti di acquisto degli utenti, sempre più attenti e “digitali”, spingendo le aziende ad adattarsi per conquistare potenziali clienti. In questo quadro in continua evoluzione si sta poi affermando un’altra tendenza di acquisto: il social commerce.

Social commerce: trend 2022 per le vendite online

Il social commerce rappresenta la possibilità per gli utenti di acquistare prodotti/servizi direttamente dai canali social di brand e aziende, una comodità da non sottovalutare. Con il social commerce gli utenti possono acquistare un prodotto con un semplice click a un post, durante una diretta o mentre si guarda un video.

Questa nuova frontiera dell’e-commerce rappresenta per le aziende un’opportunità da non perdere per conquistare nuovi clienti: il 73% delle aziende ha già iniziato a vendere i propri prodotti attraverso i social, mentre il 79% intende iniziare a farlo nei prossimi tre anni (Fonte: Sprout social).

Se questi dati non fossero già di per sé interessanti, durante la pandemia in tutto il mondo le persone che hanno acquistato prodotti sui social sono aumentate del 68%. Più nello specifico in Medio Oriente gli acquirenti social sono aumentati del 93%, in Nord America del 68% e in Europa del 59% (Fonte: DigitExport).

Ma quali vantaggi può offrire il social commerce?

Sicuramente, la facilità con cui potenziali clienti possono scoprire e trovare nuovi brand o prodotti da acquistare sui social è un vantaggio molto importante. Inoltre, attraverso i social, gli utenti imparano a conoscere più facilmente un brand o un’azienda, instaurando con essi un rapporto che, con molta probabilità, porterà ad un acquisto attraverso la piattaforma.

Il customer journey, l’interazione tra consumatore e azienda, è molto più stabile e fluido, grazie alla rapidità del processo di acquisto che si conclude con un semplice click, migliorando di gran lunga l’esperienza dell’utente (UX). Grazie allo storytelling, poi, brand e aziende possono creare contenuti e strategie più accattivanti che invoglino ad acquistare.

Shopstreaming

Nell’ambito del social commerce Inside Marketing ha individuato un altro trend d’acquisto da non sottovalutare: lo shopstreaming. La parola “shopstreaming” indica la compravendita di prodotti/servizi durante dirette video o live sulle piattaforme che ne offrono la possibilità.

La possibilità di acquistare prodotti durante le dirette social ha numerosi vantaggi per il consumatore, che può osservare il prodotto in diretta, vederlo indossato o utilizzato, chiedere ulteriori informazioni e porre domande al venditore.

Questa nuova forma di social commerce, anche se non del tutto affermata al momento, potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel mondo delle vendite online, e quindi un trend di digital marketing molto importante per il 2022.

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Intelligenza artificiale: come integrarla in una strategia efficace

Il termine Intelligenza Artificiale (IA) può a primo impatto sembrare futuristico e quasi “spaventoso”. D’altronde, moltissimi film hanno contribuito a creare nell’immaginario collettivo un’immagine distopica e negativa dell’intelligenza artificiale e delle conseguenze della sua applicazione nella società.

In realtà, l’IA è già ampiamente utilizzata in molti settori: nello shopping, nei motori di ricerca, nel content marketing, sui social network e così via. Come riportato da Inside Marketing, l’intelligenza artificiale in Italia sta diventando sempre più accessibile per le imprese e il valore di mercato delle soluzioni IA potrebbe raggiungere addirittura i 400 milioni di euro.

Ma perché le imprese, anche piccole e medie, dovrebbero essere interessate all’IA?

Secondo un articolo pubblicato dall’Harvard Business Review, lo sviluppo e la diffusione di interfacce semplici per gestire complessi sistemi di IA rappresentato un’opportunità da non perdere, soprattutto per piccole e medie imprese, che nell’immediato futuro potranno utilizzare piattaforme ad hoc. L’IA consente infatti di gestire, elaborare e analizzare enormi quantità di dati per poter ottimizzare la customer experience, i processi aziendali o semplicemente far crescere il proprio business.

L’incontro tra intelligenza artificiale ed e-commerce, inoltre, presenta degli sviluppi interessanti, come il cosiddetto “conversational marketing“. Si tratta di un modo per le aziende di comunicare direttamente con potenziali clienti attraverso i chatbot. Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta e perché è importante inserirlo nella propria strategia per il 2022.

Conversational marketing: quando l’intelligenza artificiale incontra l’e-commerce

Il conversational marketing permette agli utenti di avviare una conversazione con un brand attraverso una chat e di interagire con esso. I dati riportano che l’utilizzo di chatbot sarà un trend per le aziende che operano online nel 2022.

La possibilità di relazionarsi con il brand consente all’utente di porre domande, esprimere dubbi, chiedere informazioni e ricevere risposte in tempo reale. Il brand può sfruttare questo canale comunicativo per fidelizzare e ampliare la propria customer base, migliorare la customer care, raccogliere dati sui propri clienti.

Ma che ruolo gioca l’IA in tutto questo?

Un ruolo fondamentale: il fulcro del conversational marketing sono i cosiddetti chatbot, che interagiscono con gli utenti e rispondono alle loro domande.

I chatbot sono dei bot realizzati per capire il linguaggio umano e conversare con gli utenti. Le risposte fornite da questi bot sono programmate in base alle richieste più comuni degli utenti: richieste di assistenza riguardo prodotti/servizi, informazioni sul tracciamento delle spedizioni e così via, ma non solo; grazie ai dati raccolti e al machine learning, questi bot imparano da soli a conversare nel miglior modo possibile con l’utente che si trova dall’altra parte dello schermo.

Vale la pena inserire il conversational marketing all’interno della propria strategia?

Sicuramente sì, i chatbot offrono molti vantaggi alle aziende che decidono di usarli: l’interazione tempestiva e in tempo reale con gli utenti, l’automazione e l’efficienza di gestione delle richieste, le possibilità di personalizzazione e di raccolta dati.

Ma c’è di più. Come riporta Kayako, il 79% delle aziende sostiene che l’utilizzo delle live chat ha influito positivamente sulle vendite, sulle entrate e sulla fedeltà dei clienti. Non solo. Il 52% dei consumatori intervistati ha affermato di essere più propenso a rimanere fedele ad aziende che offrono assistenza via chat, il 38% di essere più incline ad acquistare da esse.

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Meta: come cambierà il digital marketing nel metaverso?

Il 28 ottobre 2021, all’evento Facebook Connect, Mark Zuckerberg ha annunciato la trasformazione di Facebook in Meta, esplicitando così il suo interesse verso la realtà virtuale e lo sviluppo del metaverso. Di cosa si tratta? Cos’è il metaverso? Come influirà sul mondo del digital marketing?

Il metaverso

Partiamo dal concetto di metaverso. Il metaverso, come riportato da Inside Marketing, è considerato da molti il successore di internet e alcuni lo definiscono come una “rete composta da mondi virtuali collaborativi e immersivi, dove un numero illimitato di utenti può usare avatar per interagire, lavorare, effettuare acquisti e partecipare a varie attività“.

Non esiste una definizione univoca di metaverso, ma varie definizioni e visioni che tentano di spiegare di cosa si tratta. Sempre Inside Marketing ne riporta alcune:

  • Matthew Ball, investitore e managing partner dell’azienda EpyllionCo, ha descritto il metaverso come “un’economia pienamente funzionante” dove si può “creare, possedere, investire, vendere ed essere ricompensati per un gran numero di “lavori” che producono valore”.
  • Mark Zuckerberg, CEO di Facebook-Meta, definisce il metaverso come una rete in cui si puòentrare“, piuttosto che osservarla dall’esterno.
  • il blog di Nvidia, azienda statunitense che produce schede grafiche, ha parlato del metaverso come mondi virtuali “interattivi, immersi e collaborativi”. Secondo questa visione, il metaverso sarebbe una piattaforma che consente ad oggetti e individui di spostarsi da un mondo virtuale all’altro.

Queste ed altre definizioni di metaverso rendono chiaro che il mondo digitale potrebbe essere rivoluzionato e per sopravvivere al suo interno bisognerà adattarsi alle sue dinamiche.

Meta

L’annuncio di Zuckerberg della trasformazione di Facebook in Meta era nell’aria da tempo, ma la sua attuazione ha scosso il mondo digital. Non si tratta solo di un’operazione di rebranding e rilancio della società, ma di qualcosa di più.

Zuckerberg ha spiegato in una lettera la sua visione di Meta e del metaverso: “La prossima piattaforma sarà ancora più immersiva: un Internet incarnato in cui sei all’interno dell’esperienza, invece di guardarla dall’esterno. Lo chiamiamo metaverso e toccherà ogni prodotto che costruiamo”.

E ancora: “Nel metaverso sarai in grado di fare quasi tutto ciò che puoi immaginare – riunirti con amici e familiari, lavorare, imparare, giocare, fare acquisti, creare [..]. In questo futuro potrai teletrasportarti istantaneamente come un ologramma per andare in ufficio senza dover prendere un treno[..]”.

Un nuovo mondo, un universo nuovo, ancora più intrecciato con le nostre vite la cui mission rimane la stessa di Facebook: “unire le persone“. Il CEO della nuova Meta Platforms Inc ha affermato che questo cambiamento segna un cambio di priorità all’interno dell’azienda. La priorità sarà ora lo sviluppo del metaverso, in collaborazione con creator e sviluppatori di altre aziende (Inside Marketing).

Il nuovo universo digitale avrà sicuramente un impatto sul mondo del digital marketing come lo conosciamo, ma si tratta in un certo senso di un passo necessario dell’evoluzione di Internet.

La storia di Internet è caratterizzata da cambiamenti ed evoluzioni, basti pensare ai social network: da piattaforme per ritrovare vecchi amici a strumenti essenziali per promuovere e far conoscere il proprio brand.

Meta e il metaverso diventeranno essenziali come lo è oggi tutto il resto? Ancora è presto per rispondere, ma è molto probabile che la direzione sarà questa e gli esperti del settore non possono non tenere in considerazione questo trend per il 2022.

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Video e content marketing: aumentare l’engagement del proprio target

Nel 2022 una strategia di digital marketing efficace non può non prendere in considerazione l’importanza acquisita dal content marketing. Video e content marketing hanno guadagnato un ruolo sempre più importante nelle campagne di promozione social e non solo, un trend da tenere a mente nel nuovo anno.

Content marketing

Il content marketing si può definire come la creazione e la condivisione di contenuti di valore per promuovere un brand o un determinato prodotto/servizio. Serve principalmente per creare ed incrementare l’engagement e la consideration nel target e orientarne il processo di acquisto.

La creazione di contenuti accattivanti, pertinenti e di valore è ormai alla base di ogni strategia di digital marketing e social media marketing che si rispetti.

Come cambierà nel nuovo anno? Quali sono i trend da inserire nella propria strategia nel 2022?

Il miglior modo per prevedere quali contenuti avranno più successo nel 2022 bisogna guardare all’anno appena passato e ai trend più efficaci. Vediamoli insieme.

Inside, citando il report di HubSpot, riporta che nel 2021 i marketer hanno usato nelle proprie strategie principalmente l’influencer marketing, video brevi, eventi virtuali, siti web per dispositivi mobili e marketing esperienziale.

Per il nuovo anno, inoltre, il 30% dei marketer sostiene di voler puntare sempre di più sui video brevi a discapito delle altre tipologie di contenuto. Il 33% afferma di voler iniziare ad investire nei formati video nel 2022. Ma non solo. Secondo il 59% degli esperti di digital marketing la tipologia di contenuti che porta maggiori risultati sono i video, seguiti da blog (48%), immagini (46%) e infografiche (45%) (Fonte: Inside).

Video marketing

Il video marketing si sta rivelando sempre più importante per le aziende sia per creare contenuti di qualità che per favorire l’engagement del proprio target. Il 2020 e il 2021 hanno visto l’esplosione del successo dei contenuti video, anche grazie alla diffusione di TikTok, piattaforma esclusivamente video.

Il grande successo di TikTok, ma anche di YouTube, ha spinto Instagram a modificare la sua identità iniziale di piattaforma per la condivisione di foto. Adam Mosseri (Head of Instagram) nel 2021 ha infatti annunciato che la piattaforma avrebbe cambiato rotta e iniziato a puntare maggiormente sui contenuti video e d’intrattenimento.

In quest’ottica è stato lanciato Instagram Video, una nuova funzionalità che elimina le differenze tra video pubblicati sul feed e video IGTV che avranno così un unico formato. Da ottobre 2021, dunque, tutti in contenuti video sulla piattaforma saranno raggruppati in una nuova tab, una nuova sezione dedicata (Fonte: Inside Marketing).

Con l’introduzione di questa novità cambieranno anche le campagne di sponsorizzazione su Instagram: le inserzioni video prima disponibili su IGTV diventeranno ora le inserzioni video in-stream di Instagram, a disposizione di creator e brand per coinvolgere il pubblico con contenuti di lunga durata.

Alcuni dati sul video marketing

Vediamo allora alcuni dati che rispecchiano quanto sia importante investire sui contenuti video nel 2022. Secondo Pop Up Magazine, l’87% dei marketer afferma che i contenuti video hanno un impatto positivo sul ROI, l’85% degli utenti sostiene di voler vedere più contenuti in formato video e 8 utenti su 10 ritengono che i video abbiano un impatto positivo sulle vendite.

Da un’indagine lanciata a marzo 2021 da Lemonlight emerge inoltre che il 94% delle persone intervistate ha dichiarato che i video hanno influito sulle proprie decisioni di acquisto almeno una volta. Il 72% di questi ha poi affermato di essere stato influenzato da video dimostrativi sui prodotti.

Per quanto riguarda i marketer, invece, Lemonlight riporta che il 98% di essi ritiene che i video avranno un ruolo molto importante nelle strategie di marketing dei prossimi anni, l’81% ha in programma di inserirli nella propria strategia d’ora in avanti.

In conclusione, investire ed inserire contenuti video nella propria strategia sarà un trend di digital marketing fondamentale nel 2022 per raggiungere al meglio il proprio pubblico, favorire engagement e non restare indietro rispetto ai competitor.

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Privacy e protezione dei dati personali

Il tema della tutela della privacy online è sempre più attuale e scottante. Negli ultimi anni gli utenti hanno preso coscienza dell’importanza dei dati che consegnano nelle mani delle grandi piattaforme e dei motori di ricerca.

Questo ha portato molte persone ad agire per tutelare la propria privacy online: il 73% degli utenti afferma di usare servizi che forniscono un’alta protezione dei dati personali, come email criptate (Fonte: Think with Google).

Ahrefs riporta inoltre che il 42,7% degli utenti internet di tutto il mondo usa degli ad-blockers e che la metà degli americani ha deciso di non usufruire di un prodotto/servizio per problemi di privacy.

Il quadro dunque è chiaro: sempre più utenti sono consapevoli della quantità di dati che vengono raccolti su di loro da piattaforme social, siti web e motori di ricerca ed intendono proteggere la propria privacy.

Questa tendenza degli utenti ha spinto i colossi del web ad apportare delle modifiche alle loro policy sulla privacy e sulla protezione dei dati personali. Safari e Firefox hanno già bloccato l’utilizzo di cookie di terze parti. Con IOS 14 Apple ha fatto un altro passo, rendendo necessaria l’autorizzazione degli utenti al tracciamento dei propri dati da parte di terzi (Fonte: Ahrefs). E Google?

Cookie apocalypse

Anche un gigante come Google ha deciso di intraprendere la strada della tutela dei dati dei propri utenti. Il colosso del web aveva annunciato di voler eliminare la possibilità di usare cookie di terze parti a partire dal 2022, scadenza poi rimandata di un anno.

Dal 2023, dunque, marketer e advertisers dovranno fare i conti con il fatto che le quantità di dati disponibili per pianificare una strategia mirata saranno di meno e che la gestione delle campagne Google ADS cambierà completamente. Alcuni hanno definito questo cambio di rotta come “cookie apocalypse” per evidenziare la portata di questo cambiamento.

L’intento di Google è quello di dare più importanza ai dati di prima parte, raccolti in “prima persona” dalle aziende. Cosa significa tutto questo per il digital marketing?

Significherà operare un cambio di priorità e mettere al centro delle proprie strategie, comunicandolo, la tutela della privacy e dei dati dei propri utenti. Think with Google sostiene l’importanza, nel 2022, di rivedere le modalità di misurazione e tracciamento degli utenti, di mettere l’utente al primo posto in modo che si senta padrone dei propri dati e della loro gestione.

Nel 2022 puntare sulla tutela della privacy del proprio pubblico può fare la differenza e determinare il successo di una strategia di digital marketing rispetto a un’altra. Questo andrà sicuramente ad influire negativamente sul mercato del programmatic advertising, che molto probabilmente non sarà un trend in crescita per quest’anno, a meno che non si adatti alle nuove politiche sulla raccolta dei dati. I marketer hanno tutto il 2022 per prepararsi all’apocalisse dei cookie e trovare nuovi modi per colpire nel segno il proprio target.

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Conclusione

Dopo questa panoramica sui principali trend di digital marketing da tenere d’occhio nel 2022 è chiara una cosa: il mondo digitale sta cambiando e continuerà a farlo.

La pandemia ha certamente accelerato questo processo, accentuando la distinzione tra trend di successo e trend da tenere da parte, ma questi cambiamenti erano inevitabili.

Agli esperti del settore, dunque, non resta che tenersi costantemente aggiornati sulle tendenze del settore, in continua evoluzione, per pianificare strategie sempre più pervasive ed efficaci.

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